Come si concilia la tutela di un centro storico millenario con la necessità di spostare ogni giorno milioni di persone? È la domanda al cuore dell’Eurocities Mobility Forum 2026, inaugurato questa mattina in Campidoglio alla presenza di oltre 150 delegati europei.
L’evento — che quest’anno festeggia i quarant’anni della rete Eurocities — ha scelto Roma non a caso. La Capitale incarna meglio di ogni altra città la contraddizione da sciogliere: un patrimonio architettonico e culturale unico al mondo da proteggere, e insieme una metropoli in piena trasformazione infrastrutturale che deve fare i conti con flussi turistici in costante crescita.
Il sindaco Gualtieri ha messo il dito nella piaga: “Il turismo deve diventare sostenibile senza compromettere la qualità della vita dei residenti. Da questo punto di vista Roma è insieme una risorsa straordinaria e una sfida quotidiana enorme». La risposta, secondo il primo cittadino, passa necessariamente dalla cooperazione tra città europee: «La collaborazione resta un elemento chiave per costruire una mobilità urbana sempre più efficace e inclusiva”.
L’assessore Patanè ha portato il ragionamento sul piano istituzionale, denunciando uno squilibrio che pesa sulle amministrazioni locali di tutto il continente: maggiori obiettivi e scadenze da rispettare, ma risorse e strumenti ancora insufficienti. «Continueremo a sostenere insieme, come governi locali, la necessità di un rapporto diretto con l’Europa».
Nei prossimi tre giorni — con tappe a Palazzo Valentini e Spazio Europa — il Forum diventerà anche un tour tra i cantieri della nuova Roma: le stazioni della Metro C al Colosseo e a Porta Metronia, il futuro hub di Piazza Venezia, le piste ciclabili e il deposito di Portonaccio, dove trovano posto i nuovi bus elettrici di Atac.