Pesci morti nel Tevere, montagne di carcasse davanti a Castel Sant’Angelo

Centinaia di cefali e pesci siluro galleggiano da una settimana nello specchio d'acqua, spendendo intorno un odore nauseabondo. Ma a chi spetta ripulire? L'Ama si tira indietro ("la rimozione non è nel contratto con la Regione") e rimanda al Comune. Che però, fino a oggi, non si è visto

photo credit: Riprendiamoci Roma

Centinaia di carcasse di pesci morti galleggiano nelle acque del Tevere davanti a Castel Sant’Angelo. Cefali, carpe e pesci siluro che da una settimana si trovano lì, a seccare sotto il sole, spandendo attorno un odore nauseabondo. È l’ennesimo episodio di una vicenda che si ripropone ciclicamente, e che negli ultimi giorni ha visto le carcasse trascinate dalla corrente raggiungere le costa di Focene e la darsena portuale di Fiumicino , dove mercoledì scorso, nonostante le operazioni di pulizia, erano ancora visibili nello specchio d’acqua notevoli quantità di cadaveri, miste a rifiuti e detriti.

A riportare la notizia è il dorso locale di Repubblica che pone il tema di chi si occuperà della pulizia. Secondo quanto riporta il quotidiano romano l’Ama ha chiarito che nel contratto con la Regione non è prevista la loro rimozione e rimanda tutto al Comune.  Che, come testimoniano le carcasse galleggianti nel Tevere, fino a oggi non si è mosso.

Per ora sappiamo che nei giorni scorsi l’Arpa ha effettuato i prelievi di campioni d’acqua e di pesci per analizzarli, ma ancora non si conoscono gli esiti degli esami. Intanto gli ambientalisti avvertono che il fenomeno è solo la punta dell’iceberg dei danni causati dall’inquinamento nelle acque del fiume, che colpiscono anche le piante e gli invertebrati.

 

 

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