Disastro di via dei Gordiani, Roma capitale di fatalità negative

A via dei Gordiani si è manifestato tutto il malgoverno che perseguita Roma da decenni. Così, in mezzo a case, scuole, piscine e negozi si dà il permesso di costruire un benzinaio. La distanza dalla vita di quartiere è di pochi metri e quando le cisterne di GPL saltano in aria è la distruzione

A Via dei Gordiani non si è “sfiorata una tragedia” ma è “successa una tragedia”, mi permetto di dirlo a voi cari colleghi che cercate il titolo sensazionale, capace di attirare qualche lettore in più. Una tragedia che ha fatto feriti e un morto e che chiama in causa: la storia, le istituzioni, le povertà e l’incapacità totale e conclamata di pianificazioni a lungo termine.

E ne son passate di poltrone in Campidoglio e in Regione, ma qualunque sia stato il colore e la coerenza delle poltrone e poltroncine nessuno mai che abbia dimostrato di possedere uno sguardo ad ampio raggio.

Diamo pure la colpa a Roberto Gualtieri, sindaco attuale o a Francesco Rocca presidente attuale della Regione, ma il malgoverno Romano non è cosa d’oggi e se ne parla come se fosse un fardello che volenti o nolenti i romani si devono portare appresso.

Così via dei Gordiani che dista dal Centro Storico circa 8 km, di fondo è rimasta, nell’immaginario delle istituzioni, quella che era al tempo del fascismo: una borgata. Attenti non un quartiere ma una borgata che voleva dire: povertà, strade sterrate, casette, poche migliaia di persone, senza acqua e spesso senza elettricità. Praticamente un ghetto che venne raso al suolo fra il ’59 e l’80 con l’intento di farne un quartiere moderno. E questo, di fatto, è successo, con scuole pubbliche, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie e mezzi pubblici.

E allora come mai all’interno di un insediamento urbano in crescita, fra asili, centri ricreativi, negozi e case si è dato il permesso di costruire un distributore e i rispettivi depositi? ma è ovvio perchè molto probabilmente un PRG c’era ma è stato bellamente aggirato per infilare la pompa di benzina/gpl proprio in mezzo alla vita della piccola città. Ma mica solo quello, perchè lì, tutt’intorno, c’è un’orgia di impianti di rifiuti, sfasciacarrozze e altre amenità del genere, a cui peraltro è stata intimata la chiusura, ma com’è come non è, stanno ancora lì e lavorano normalmente.

E’ ben vero che avere un benzinaio sotto casa è una gran comodità, tanto che all’interno del comune di Roma troviamo 869 pompe di benzina, 105 gpl e 30 a metano. Molte di queste aree di servizio sono proprio in Città a ridosso dei condomini e del Tevere, quindi se mai dovesse succedere un qualcosa di infausto, allora si che potremmo parlare di vera tragedia e grave ferita alla Capitale.

E sì un Piano Regolatore Generale c’era, datato 2008, ma dal 2023 si deve varare quello nuovo e saranno botte da orbi, non sul Centro Storico che non si tocca, ma per quelle aree in crescita esponenziale dove le case ci sono ma mancano i servizi e le cure perchè smettano di essere “ghetti” e acquistino una loro dignità e sicurezza sotto ogni punto di vista

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