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Baby su Netflix la serie TV (ambientata a Parioli) online dal 30 novembre

“Pariolina” e neo-romantica, ispirata al caso di cronaca delle baby squillo di qualche anno fa. Protagoniste Benedetta Porcaroli e Alice Pagani, parlano attori, registi e giovani realizzatori

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di Chiara Laganà | 2018-11-27 27/11/2018 ore 18:34

Le due giovani protagoniste di Baby, on line in esclusiva su Netflix dal 30 novembre

Baby arriva su Netflix, in contemporanea in 190 Paesi del mondo, il 30 novembre ed è la nuova serie TV originale italiana del colosseo dell’intrattenimento online. Baby racconta le storie di un gruppo di adolescenti dei Parioli, tutti studenti di una prestigiosa scuola privata: due le protagoniste principali Chiara e Ludovica, coinvolte in un giro di baby squillo.

Baby, dopo Suburra, è la serie TV originale di Netflix, un prodotto soddisfacente per Kelly Luegenbiehl, vice presidente di Netflix Originals.

“Abbiamo parlato con Nicola De Angelis di realizzare una serie TV per un pubblico di young adult e raramente abbiamo serie TV per questa fascia scritte proprio dagli young adult. Abbiamo conosciuto i G.R.A.M.S. al lancio di Suburra e volevamo fare una serie TV per un pubblico fresco e giovane”. 

Nicola De Angelis ha ideato la serie TV in meno di un anno con la sua casa di produzione la Fabula Pictures. Da Parioli a 190 Paesi del mondo, Baby arriverà sulle piattaforme che possono contare 130 milioni di abbonati perché è una storia universale:

“La specificità è quello che cerchi, entri in questo quartiere, vedi questa comunità segui questi personaggi e te ne innamori”.

Alla regia Andrea De Sica e Anna Negro, regista de I Figli della Notte e protagonista de Il miracolo:

“Per me è stata una grandissima opportunità non era un film commerciale, dare la mia visione a questa serie è stato intrigante, ho conosciuto i GRAMS all’inizio del progetto. Ho letto Baby quando era scritta su tre pagine, e l’ho condiviso con i ragazzi che sono l’anima dello spettacolo, fare una serie TV non è qualcosa che si deve a un singolo regista, è un lavoro di gruppo”.

“Ho portato lo sguardo femminile, ma queste divisioni sono vaghe, mi sono trovata con un racconto empatico, non c’era maschile o femminile, siamo riusciti ad avere uno sguardo corale”.

Giacomo Durzi e Isabella Aguilar hanno guidato la giovanissima squadra di sceneggiatori di Baby:

“Ci siamo occupati di impreziosire qualcosa che era già specifico, è stata una sfida bellissima, abbiamo lavorato con ragazzi che erano alla prima prova, è stato intenso, straordinario, come muoversi in un negozio di cristalli”.

“Divertentissimo, anche se avevamo dieci anni di differenza con i GRAMS, i 16 anni sono universali per tutti, anche in 190 paesi, ci abbiamo messo molto di noi anche perché siamo stati tutti 16enni, Baby è una serie TV neo-romantica”

Il collettivo GRAMS è un insieme di giovanissimi autori e sceneggiatori, fondato da Giacomo Mazzariol, Romulo Emmanuel Salvador, Antonio Le Fosse, Marco Raspanti ed Eleonora Trucchi:

“È stato bello prenderne parte – spiega Trucchi – in Italia non si dà fiducia ai giovani, è bello dare più rilevanza a loro, Isabella e Giacomo sono stati fondamentali per sviluppare una storia seriale”.

Protagoniste Benedetta Porcaroli (vista in Tutto può succedere) e Alice Pagani (vista in Loro 1) rispettivamente Chiara e Ludovica, come tutti i protagonisti, anche loro hanno luci e ombre.

“Chiara è un personaggio molto particolare mi sono innamorata di lei: ha vissuto la vita facendo quello che la gente si aspetta, ma non è così. Ci sarà un cambiamento nel personaggio che ne rivela il carattere reale, Chiara fa scelte sue: dare luce e ombra è il fattore principale che fa capire quanto è complesso il passaggio da adolescenza a età adulta”.

“Ludovica è molto fragile, è luce e buio, è il contrario di Chiara ed è per questo che si trovano così tanto. Cerca rapporti autentici, amore e sicurezza, perché è molto insicura, è sempre alla ricerca di un rapporto stabile con la sua famiglia ed è per questo che è tormentata, quando l’ho letta per la prima volta mi sono commossa, spero di essere riuscita a passarlo tramite la camera”.

A fare da cornici alle storie degli adolescenti, quelle dei loro genitori rappresentati come una versione “adolescente” di un adulto, Isabella Ferrari descrive così la sua Simonetta come una “sciamannata” ma di indole buona. Monica, la matrigna di Damiano, è l’insegnante di atletica interpretata da Claudia Pandolfi, al cinema con Se son rose:

“È apparentemente una donna realizzata, un’ex atleta che ha sposato un ambasciatore, hanno un rapporto intorpidito. Monica avrà una rivoluzione interiore che la stupirà, i suoi movimenti emotivi sono sorprendenti e interessanti. Si è fatta chiudere in una gabbia dorata da cui vuole uscire”.

Monica è la matrigna di Damiano, interpretato benissimo dall’esordiente Riccardo Mandolini. Fra gli studenti, Fabio (Brando Pacitto) dovrà dimostrare di essere molto più del figlio del preside del Collodi, la scuola dove è ambientata la serie TV. Chabeli Sastre Rodríguez dà il volto all’enigmatica Camilla, mentre Mirko Trovato interpreta Brando uno “spaccone” con l’apparecchio ai denti.

Baby racconta le loro vite senza filtri, fra cotte adolescenziali, sbandate e un giro di baby prostituzione e l’immancabile voce di Tommaso Paradiso e dei Måneskin: finisce qui il riferimento al caso di cronaca delle baby squillo dei Parioli, com’è stato chiarito in conferenza stampa dagli ideatori della serie TV. Per il regista Andrea De Sica è servito da spunto:

“Finalmente abbiamo fatto coming out, questa è la storia di Baby, non si vuole ricalcare la realtà, la storia delle baby squillo è stato il là per la serie TV. Il quartiere più esclusivo di Roma che non si mostrava come l’avevamo immaginato, è stato solo questo lo spunto: la storia ci ha interessato solo per questo. Poi ognuno dei personaggi ha la sua ambiguità”.

Anche il giovane sceneggiatore Antonio Le Fosse conferma “l’ispirazione” della cronaca, ma la baby prostituzione è una sottotrama nella serie TV. Lo chiarisce Isabella Aguilar:

“La nostra chiave in scrittura era creare empatia con le ragazze, non giudicare i personaggi, speriamo che lo spettatore si sorprenda, perché capisci le loro ragioni e il motivo per cui è successo”.

Le fanno eco Alice Pagani e il regista De Sica, sottolineando che la serie TV ha evitato ogni filtro moralistico:

“Se si fa TV o un film non si può avere un filtro moralistico, siamo stati più fedeli possibile alle loro scelte, le conseguenze le traete voi, bisogna parlare dei problemi e delle insidie che colpiscono i giovani”.

I giovani hanno anche problemi con i loro genitori, dipinti in Baby con tutti i loro sbagli e in veste meno autoritaria ridotti a “meri coinquilini”, come li descrive Porcaroli, nella serie TV di Netflix si assiste a un “ribaltamento”:

“Il loro mondo funziona alla rovescia, i grandi sono i ragazzi, gli adulti sono gli adolescenti ed è il mondo a chiedere ai giovani di essere grandi, c’è in loro un vuoto, un senso di inquietudine”.

I personaggi di Baby si muovono in universo nichilista, solo all’apparenza ovattato, come spiega Anna Negro:

“Non c’è niente di statico qui, se c’è nichilismo, non c’è denuncia sociale in un milieu che è una caricatura dei Parioli, i protagonisti cercano di farsi strada, è dinamico perché c’è conflitto fra nichilismo e ricerca d’amore”.

Fra genitori ancora adolescenti, ragazzi costretti a crescere troppo in fretta, un quartiere posh e un mondo degli adulti pieno d’insidie, Baby vi aspetta in streaming su Netflix a partire dal 30 novembre.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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