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Il Nome della Rosa, la serie TV evento dal 4 marzo su Rai 1

In prima TV mondiale, John Turturro e il resto del cast presentano la produzione Rai realizzata con il placet di Eco

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di Chiara Laganà | 2019-02-28 28/02/2019 ore 18:05

I due protagonisti di Il Nome della Roma in una scena della serie Tv che debutta su Rai 1 in prima TV mondiale il 4 marzo ©Fabio Lovino

Il Nome della Rosa è una delle serie TV più attese e arriva finalmente su Rai 1 dal 4 marzo alle 21:25 in anteprima mondiale, John Turturro, il regista Giacomo Battiato e il cast italiano Fabrizio Bentivoglio, Stefano Fresi, Roberto Herlitzka, Greta Scarano e Antonia Fotaras hanno presentato la serie TV evento. 

Dopo l’adattamento di Jean-Jacques Annaud, il capolavoro di Umberto Eco rivive in una serie TV evento con un ricco cast internazionale: Richard Sammel, Tchéky Karyo, Sebastian Koch (recentemente visto in Opera senza autore), Michael Emerson, indimenticabile Ben di Lost, Rupert Everett e il giovane Damian Hardung. 

La trama ricalca quella del capolavoro di Umberto Eco: Nord Italia nel 1327, il frate francescano Guglielmo da Baskerville raggiunge un’abbazia benedettina, accompagnato dal novizio Adso. Il frate dovrà partecipare a una disputa per salvare dalla scomunica l’ordine francescano, ma dal loro arrivo si susseguono una serie di omicidi. Cosa e chi uccide i monaci?

Anche Il Nome della Rosa, come L’Amica Geniale, è un titolo che Rai ha co-prodotto con l’estero (Tele München Group) e che sarà trasmesso su BBC, AMC, Starz e in Francia e Germania. Un titolo che rende la produzione Rai internazionale, come ha sottolineato Tinni Andreatta, presidente di Rai Fiction:

“La dimensione seriale è adatta ad accogliere la ricchezza del romanzo di Eco, in 500 pagine non si racconta solo un giallo, è un’enciclopedia piena di sapere, storia, arte, culture e tratta tematiche come la tolleranza, l’importanza della cultura e del sapere e la vittoria della razionalità rispetto alla paura, temi estremamente attuali. Il Nome della Rosa è una festa per gli occhi con citazioni iconografiche che rimandano al MedioEvo e che scavano pregi e difetti dei personaggi e della natura umana”.

Considerato da molti come il capolavoro di Umberto Eco, Il Nome della Rosa prende vita sul piccolo schermo grazie a Rai, 11 Marzo e Palomar, unite nella realizzazione di un colossal TV italiano. Il libro di Eco è stato un testo molto particolare per il produttore Carlo Degli Esposti:

“Sono di Bologna e sentivo parlare di questo professore che insegnava cose che allargavano la testa degli studenti. Lessi il libro che avevo più di 20 anni, il suo successo è fondamentale per la complessità del ragionamento in Italia e nel mondo. Spero che la serie allarghi la testa del pubblico italiano, europeo e del mondo”.

A dirigere la serie TV Giacomo Battiato che ha raccontato come sia stata una vera impresa:

“Il Nome della Rosa non è un romanzo, è un grande libro, c’è tutto: storia, filosofia, si parla di amore del ruolo di donna, terrorismo, conoscenza. Il problema era trasformare tutto questo in 8 ore e non in una lezione, ma in azione per immagini”.

Per farlo Battiato si è affidato a un ottimo cast guidato dalle stelle internazionali e che ha per protagonista un giovane attore tedesco, Damian Hardung, insieme a un gruppo di attori italiani che sono “la ricchezza della serie TV”, aggiunge il regista.

La bravura del cast italiano fu sottolineata anche da Micheal Emerson in un tweet durante le riprese a Cinecittà della serie TV. Il Nome della Rosa deve moltissimo al best seller internazionale dal quale è tratta, lo sceneggiatore Andrea Porporati ha lavorato al testo con il permesso di Umberto Eco, l’autore morto nel 2016:

“La cosa che mi tocca il cuore del libro è che l’assassino uccide perché non vuole che si riscopra il potere del ridere. Anche Eco era molto divertente, chiedeva a me e a tutti di esserlo. Vorrei che la serie TV trasmettesse che bisogna continuare a ridere, ridere di tutto”.

John Turturro è ottimo nel ruolo che fu di Sean Connery nel film, l’attore italo-americano interpreta il frate inglese ispirato a Sherlock Holmes:

“Ringrazio Giacomo per aver notato che sono inglese, ci voleva un regista italiano a vedermi nei panni di Guglielmo da Baskerville. Ho letto il libro ed è bellissimo, molto attuale. Manca il cospiratore Damian, ma sono rimasto colpito dal cast italiano: non è facile recitare in inglese e con dialoghi così complessi. Ho recitato in altre lingue e sono commosso e toccato dalla riuscita del progetto. Quanto al film non l’avevo visto, sono cresciuto con una bambola di 007 interpretato da Connery e non riuscivo a vederlo recitare altrove. La serie TV è stata un’opera corale di cui sono contento”.

Per portarlo sullo schermo l’attore americano si è affidato alla scrittura di Eco e ha sceneggiato:

“Volevo inserire il più possibile Eco nel mio ruolo, quante più parti del libro potessimo: era difficile trattandosi di una serie TV. Volevo metterci il suo modo di pensare, scoprire le cose. La scienza, la filosofia, la religione, più Eco c’era nella sceneggiatura, tanto meglio. Di William m’interessava il processo mentale, il suo sapere è una protezione verso il potere”.

Fabrizio Bentivoglioal cinema con Croce e Delizia – è il misterioso abate Remigio:

“È un personaggio che aggiunge molto alla mia carriera e non capita spesso a un attore di avere un ruolo che ti fa superare i tuoi limiti”. 

Stefano Fresi, invece, riprende il ruolo di Salvatore, l’ex-dolciniano interpretato nel film da Ron Pearlman, per l’attore romano è stata una “gioia infinita” partecipare alla serie TV. Roberto Herlitzka, invece, interpreta Alinardo da Grottaferrata, il monaco più anziano dell’abbazia, l’82enne attore ha recitato per la prima volta in inglese:

“Mi è piaciuto farlo, quando recito in inglese e riesco a dire una battuta mi sembra di essere bravissimo! Questo ha aumentato il mio dolore, non capisco una parola quando parlano loro”.

Battiato e Turturro hanno sottolineato la sua bravura che ha lasciato l’attore americano a bocca aperta:

“Già recitare ed essere chiaro è difficile, ma riuscire a essere ironici è impossibile. Abbiamo fatto una prova nel mio camerino e non riuscivo a credere che fosse capace di farlo”. 

Rispetto al libro di Eco nella serie TV viene aggiunta una sub-plot legata ai dolciniani, i seguaci di Fra Dolcino considerati eretici, a interpretarli Alessio Boni e Greta Scarano:

“La storia d’amore fra Dolcino e Margherita ricalca la rivoluzione incredibile dei dolciniani, sono parole che ci fanno discutere: il rifiuto delle gerarchie, il rispetto del prossimo, l’uguaglianza di genere, idee che facevano scoprire e diffondere nel Medio Evo”. 

L’attrice – attualmente su Canale 5 con Non Mentire – ha paragonato l’esperienza sul set come un lungo viaggio, ma il suo non è l’unico personaggio femminile, Antonia Fotaras interpreta la ragazza occitana che “tenta” il novizio Adso. L’attrice greca ha recitato in occitano nel film. 

Il Nome della Rosa arriverà in altri Paesi d’Europa e del mondo e due mostri sacri della TV come BBC e AMC hanno scelto il titolo quando ancora era un semplice progetto dando enorme fiducia a un prodotto completamente italiano. 

Girato interamente in Italia, il capolavoro di Eco rivive nella serie TV evento che andrà in onda in prima TV Rai il 4 marzo. Ben recitata e ben diretta, Il Nome della Rosa segue la scia di alcuni prodotti TV internazionali e non che alzano l’asticella del panorama televisivo nostrano.

Il Nome della Rosa, prodotta da Palomar, Rai e 11 marzo vi aspetta su Rai 1 in prima TV mondiale il 4 marzo alle 21:25.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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