Roma 2021: la sfida per il Campidoglio arriva all’ultimo miglio, i rifiuti tema caldo

Da Salvini a Conte, i big in campo. Calenda chiude a piazza del Popolo

Piazza del Campidoglio

Sta per cominciare il rush finale per la corsa al Campidoglio e i candidati sembrano pronti ad affrontarlo. Tra accuse reciproche e endorsement da parte dei rispettivi leader di partito, gli sfidanti si stanno infatti avvicinando al termine della corsa. Diversi gli argomenti preferiti su cui gli avversari si stanno punzecchiando ma il tema prediletto in questi giorni è senz’altro quello dei rifiuti.

Soprattutto Virginia Raggi, la sindaca uscente, reduce da una sentenza del Tar che, di fatto, dà il via all’iter di commissariamento del Comune da parte della Regione Lazio, cerca di incalzare l’avversario del centrosinistra Roberto Gualtieri. “Arrabbiata con Zingaretti? Non si tratta di essere arrabbiati ma indignati per non aver collaborato per il bene dei cittadini regionali”, ha detto la sindaca questa mattina che poi ha nuovamente chiesto al candidato dem: “Non puoi scappare, ti stai candidando a fare il sindaco. Già non vieni ai confronti, neanche dici dove vuoi fare le discariche?“. “La sindaca chiede a me candidato, dove eventualmente farei la discarica. Voglio rispondere in modo chiaro. Per colpa dell’incapacità di questa amministrazione ci sarà il commissariamento e quindi non dovrò decidere io”, ha risposto prontamente Gualtieri sui social, sottolineando che la discarica, certamente, non la farebbe “nelle strade e sotto le finestre delle romane e dei romani”.

Anche Matteo Salvini , ieri in tour elettorale con il candidato del centrodestra Enrico Michetti nei quartieri del municipio XV, ha puntato sulla mala gestione dei rifiuti nella Capitale e, parlando degli elettori romani, ha detto: “Gli indecisi a Roma li convinciamo con i fatti: dove governa la Lega la differenziata è al 90%, la tassa sui rifiuti è tra le più basse d’Italia. Ora dopo Marino e Raggi, dopo il Pd e i Cinque Stelle, ai romani dico di non rassegnarsi. Abbiamo scelto uomini e donne in gamba”, ha promesso il leader leghista.

Nel frattempo Raggi però sembra voler dare una parvenza di sicurezza sulla rimonta nei sondaggi: “È un testa a testa. La mia è come la corsa di Mourinho al novantaduesimo sotto la curva”, ha detto oggi in radio. La sindaca uscente infatti, sembra voler puntare sui suoi cavalli di battaglia e oggi ha riproposto l’argomento del palazzo occupato da CasaPound: “Abbiamo fatto un censimento degli occupanti che sono tutte persone che hanno uno stipendio – ha detto – quindi possono andare a vivere da un’altra parte. Quell’immobile dovrebbe essere acquisito dal Comune e una volta preso lo trasformerò in case popolari per chi davvero ha bisogno e non per chi fa finta”.

Gualtieri invece oggi è stato impegnato a parlare con il mondo del teatro e del cinema. “Il nome dell’assessore alla Cultura non lo dico. Prima arriviamo al ballottaggio” ma “sceglieremo una squadra di altissimo livello e grande professionalità, con molte donne”, ha detto il candidato sindaco del centrosinistra durante l’incontro con operatori del mondo dello spettacolo al Teatro Sistina. L’esponente del Pd ha poi aggiunto che starebbe pensando “alla creazione di un consiglio della cultura presieduto dal sindaco, insieme con gli stakeholder, che abbia anche dei sottogruppi per i diversi ambiti culturali”. Gualtieri ha proseguito la sua giornata presentando il suo piano per una Capitale innovativa e digitale incontrando, con Monica Lucarelli, la Lventure Groupe, società player nel mondo delle start up innovative. Il candidato, con la sua capolista civica, ha così disegnato la Capitale innovativa in cui Smart City e Umanesimo digitale sono stati i punti cardine del programma presentato oggi.

Raggi ha voluto chiudere in bellezza la giornata politica organizzando, con Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Paola Taverna, un incontro con gli elettori nel municipio VI della Capitale, mentre Carlo Calenda, rimasto un po’ fuori dai radar in questi giorni per un “febbrone da cavallo”, ieri sera ha invece lanciato la sua manifestazione di fine campagna, anticipando il resto degli avversari: “Dopo 12 mesi di lavoro, 400 uscite sul territorio, 2mila pagine di programma, ci vediamo tutti lì. Piazza del Popolo, il 1 ottobre alle 18”, ha scritto su Facebook il leader di Azione.

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