Gli estensori della proposta la definiscono più una provocazione che un progetto concreto. Un’idea che fa parte della sfera del sogno, piuttosto che della realtà. Eppure nella sfera onirica si trovano spesso intuizioni e spunti che la dimensione razionale non è in grado (o non vuole) elaborare.
È il caso dell’interessantissima e complicatissima idea della metro ‘fucsia’ elaborata dal Comitato MetroxRoma, collettivo molto attento allo sviluppo ‘su ferro’ della Capitale. Il progetto nasce dalla constatazione di quanto sia difficile realizzare il prolungamento della Metro B oltre Rebibbia. Difficoltà, secondo il comitato, derivanti da un progetto considerato “debole”, dove il concessionario si limiterebbe alla manutenzione delle stazioni per quanto riguarda l’aspetto gestionale della faccenda.
Quindi perché non immaginare una linea ex novo che arrivi ai piedi di Tivoli partendo però non più da Rebibbia ma dalla stazione Tuscolana/Metro A Ponte Lungo?
“Si eviterebbero così anche tutte quelle enormi problematiche di interfaccia tra linee ‘nuove’ e linee ‘vecchie’, che rendono spesso del tutto velleitario pensare di intervenire prolungando una linea, senza interventi miliardari sulle tratte esistenti, che spesso si traducono in meri adeguamenti normativi privi di conseguenze reali in termini di livelli di servizio resi – spiega il Comitato MetroxRoma – l’ipotesi è quella di una linea che raccordi A, B e C, sfruttando i tracciati delle diramazioni e dei prolungamenti previsti dai PUMS di Roma e di Città Metropolitana, che come dicevamo sopra incontrano spesso difficoltà progettuali che minano del tutto l’interesse politico. Si potrebbe sfruttare il prolungamento a Casal Monastero e oltre, insieme al ramo C1 della linea verde, previsto anche nel PUMS di Roma già con un assetto leggermente diverso da quello del progetto preliminare 2003, unendoli in una linea pienamente autonoma e funzionale che raggiunga la Linea A alla stazione di Tuscolana/Ponte Lungo”.