Riccardo, Iryna e il loro bimbo salvi in Italia: “Siamo fuggiti dai russi perché ci sarà un genocidio”

Riccardo, 41 anni, italiano "ma anche ucraino ed europeo", sua moglie Iryna e il loro figlio di poco più di un anno sono riusciti a prendere giovedì uno degli ultimi voli per lasciare l'Ucraina, prima della chiusura dello spazio aereo e dell'invasione dell'esercito di Mosca. Ora sono arrivati a Roma, dopo essere passati anche per la Polonia, lasciando la loro casa a Kharkiv, città vicina al confine russo e ormai sotto assedio

Caro carburante: ancora proteste tir, a rischio stop grano e verdura

Una prima soluzione potrebbe essere vicina dopo il pacchetto di misure per 80 milioni di euro annunciato al Tavolo Autotrasporto che si è tenuto al ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili. Ma con l'invasione russa in Ucraina - considerata "il granaio d'Europa" - si apre il tema degli approvvigionamenti che rischiano di bloccare la produzione di molini e pastifici. Intanto il grano tenero in poche ore è già aumentato del 12-13%

Italiani in Ucraina: “Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere”

"Sembrava un film, ho visto bambini e genitori terrorizzati piangere insieme", racconta il pugliese Paolo Chiafele, dal 2016 a Kiev dove ha fatto conoscere il caciocavallo della sua terra. In un ex ufficio nei sotterranei dell'ambasciata si ritrovano invece decine di italiani. "Siamo stati svegliati dal suono delle esplosioni", raccontano. E alla parola "guerra" raggelano. "Non riusciamo neanche a pronunciarlo quel termine", dicono

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