Nuovo Pnrr: posticipate le riforme, dominano incertezza e contraddizioni
Modifiche rilevanti per Regioni e comuni, senza avere in cambio nessuna garanzia. Spostate risorse su nuovi programmi e misure ancora incompleti.
Modifiche rilevanti per Regioni e comuni, senza avere in cambio nessuna garanzia. Spostate risorse su nuovi programmi e misure ancora incompleti.
non basta assegnare le risorse se poi i bandi non si pubblicano e le gare stentano a decollare. E nella corsa per aggiudicarsi preziose risorse si presentano progetti sconcertanti.
Più che mobilitarsi per il caro mutui che interessa una platea limitata, il governo dovrebbe preoccuparsi dell’impoverimento della popolazione
Premier Meloni contraria, ma nella destra sociale e in pezzi della Lega l’idea trova consensi. Con 9 euro l’ora, proposti da Pd e M5S, saremmo in quinta posizione per reddito lordo minimo su 33 paesi.
La sensazione è che la maggioranza italiana di destra-centro abbia iniziato la campagna elettorale per le europee dell’anno prossimo
Rallenta il mercato immobiliare e l’industria del credito. Nota dolente anche la capacità di spesa pubblica. Prospettive legate all’accelerazione dei progetti Pnrr
La città in 15 minuti, inclusiva e sostenibile sono poco più di slogan se l’amministrazione della città non declina i titoli in programmi e progetti.
Intanto le storiche disfunzioni del sistema Italia sono ancora da scalfire e rappresentano un macigno sulle nuove generazioni.
La proposta della Lega più che un progetto federale si tratta di una vera e propria secessione su base regionale, che risulta indigesta sia a FdI e a Forza Italia
Lo stato di emergenza fino ad agosto. Spinoso il dossier per la scelta del Commissario.
Il governo dovrebbe mettere in campo soluzioni strutturali e non limitarsi a calmierare i prezzi
La discesa dei prezzi dell’energia avrebbe dovuto raffreddare l’inflazione che invece, dopo essere scesa in modo contenuto, in aprile ha ripreso a salire
Da nove anni assistiamo a una continua rincorsa tra i vari governi a ridurre le tasse. Una specie di competizione sportiva, rispetto alla quale sembra impossibile sottrarsi.
Il Governo Meloni resta convinto che l’emergenza di lavoratori dipenda dal provvedimento voluto dai Cinquestelle che invita i giovani al ‘’divano’’.
Riguardo a immigrazione, lavoro, sicurezza, natalità, scongiurare la sostituzione etnica, annunciare misure spot per rivitalizzare il tasso di natalità, sono solo strumenti di distrazione di massa.
Nel segno di prudenza, cautela e continuità con gli altri esecutivi la scelta dei vertici delle partecipate dello Stato e gli indirizzi di politica economica
Alcuni ambiti come la transizione green, l’economia circolare e la digitalizzazione avrebbero enormi benefici. L’esigenza non è la rapidità della spesa, ma la qualità
Si punta a garantire equità tra tutte le categorie di reddito, ma l’estensione della flax tax e il ritorno al concordato per le imprese non aiutano.
La pubblica amministrazione confonde l’autonomia con l’anarchia ed è la causa della polverizzazione di norme e procedure fra Stato ed enti locali, che favoriscono una democrazia debordante
Le banche centrali operano seguendo un vecchio statuto che le obbliga a perseguire la stabilità dei prezzi nel medio e lungo termine, ma l’economia oggi richiede più attenzione alla crescita.
La “Mia” che sostituirà il reddito di cittadinanza è solo una forte riduzione delle risorse. La riforma fiscale ripristina vecchi strumenti, ma non indica una idea coerente del modello di imposizione.
La politica registra nuovi obiettivi e nuove strategie. Si ridisegnano alleanze, cambiano gli equilibri. Purché Roma e il Lazio non debbano pagare il conto.
Dopo aver gettato nel caos cittadini e imprese e bloccato la filiera delle costruzioni il governo compie un mezzo passo indietro, ma sull’edilizia incombe la minaccia di una nuova grave crisi
Gettati alle ortiche il meccanismo dello sconto in fattura e l’opzione della cessione del credito, i due potenti strumenti che hanno stimolato gli investimenti di condomini e famiglie
Nei primi cento giorni l’esecutivo Meloni si è impantanato in alcuni dossier. Il giudizio delle cancellerie di Parigi e di Berlino ancora sospeso. Resiste la luna di miele con l’opinione pubblica.
Secondo l’Osservatorio burocrazia della CNA l’87 per cento dei bandi resta chiuso alle piccole e medie imprese per la scarsa suddivisione in lotti. Le 36.000 stazioni appaltanti decidono ciascuna in autonomia. Un labirinto gli adempimenti differenti da Comune a Comune.
La riqualificazione energetica del nostro patrimonio immobiliare potrebbe comportare 1.800 miliardi di investimenti in venti anni favoriti da incentivi pubblici.
La riduzione dei sussidi sta pesando in modo quasi esclusivo sulle piccole imprese. Anche il sistema di incentivazione dovrebbe essere ricalibrato
L’esecutivo innervosito dai rilievi sulla legge di bilancio e dalla politica monetaria per contenere l’inflazione che colpisce l’Italia. Tuttavia le due istituzioni rappresentano poteri autonomi che non devono rispondere ai governi.
Si preannuncia una stagione di conferme per il Premier Giorgia Meloni che dovrà procedere a rinnovare i vertici dei gruppi partecipati dallo Stato, coordinandoli per rilanciare il Paese